Neuropsicomotricista a Roma Est:
il corpo e il gioco come
strumenti di crescita.
Presso ApprendiMente opera un Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE) specializzato nei percorsi 0–12 anni. Il lavoro si svolge attraverso il gioco e il movimento — non in palestra, ma in sedute individuali pensate sul profilo di ogni bambino. Non serve una diagnosi per iniziare: basta quello che osservate ogni giorno.
I segnali che i genitori
descrivono più spesso.
Non serve avere già un nome per quello che vedi. Se riconosci uno o più di questi comportamenti, una valutazione neuropsicomotoria può aiutarti a capire da dove partire.
Cade spesso, urta gli oggetti, sembra goffo nei movimenti rispetto ai coetanei
Fatica a rimanere fermo, si agita continuamente, agisce prima di pensare
Ha difficoltà con le attività “di precisione”: ritagliare, colorare dentro i bordi, abbottonarsi, allacciarsi le scarpe
Fatica ad imparare gesti nuovi — andare in bicicletta, nuotare, usare le forbici — anche dopo tanti tentativi
Il gioco è povero, ripetitivo o difficilmente condiviso con altri bambini
Si distrae facilmente, salta da un’attività all’altra, non riesce a portare a termine un compito strutturato
Queste descrizioni non sono diagnosi. Sono osservazioni — le stesse che i genitori ci portano ogni settimana. Una valutazione serve esattamente a capire cosa c’è dietro.
Cosa fa un
TNPEE.
Il Terapista della Neuro e Psicomotricità non lavora solo sul corpo. Queste sono le principali aree su cui si concentra il TNPEE che opera presso ApprendiMente.
Coordinazione globale ed equilibrio
Difficoltà a correre, saltare, andare in bicicletta, stare su un piede solo — o movimenti che appaiono goffi e scoordinati. Il TNPEE valuta il profilo motorio del bambino e costruisce un percorso di attivazione progressiva attraverso il gioco di movimento.
2–12 anniMotricità fine e grafo-motricità
Difficoltà nel tenere la matita, scrivere in modo leggibile, ritagliare, abbottonarsi. La motricità fine è la base della scrittura manuale: lavorarci precocemente riduce le difficoltà scolastiche che spesso arrivano dopo.
3–10 anniADHD e difficoltà di autoregolazione
Il movimento strutturato è uno degli strumenti più efficaci per aiutare i bambini con ADHD a migliorare l’attenzione, ridurre l’impulsività e regolare le proprie energie. Il TNPEE lavora sul corpo per agire sulla mente — spesso in co-intervento con la psicologa.
4–12 anniRitardi dello sviluppo psicomotorio
Quando un bambino acquisisce le tappe motorie — sedersi, camminare, arrampicarsi — con tempi significativamente più lenti dei coetanei, una valutazione precoce permette di capire il profilo e intervenire nel momento in cui il cervello è più plastico.
0–6 anniGioco, relazione e sviluppo cognitivo
Il gioco simbolico — “fare finta di” — è il precursore del pensiero astratto. Il TNPEE valuta la qualità del gioco del bambino e usa la relazione ludica come strumento per sviluppare le funzioni esecutive, la creatività e le abilità sociali.
18 mesi–8 anniIntegrazione sensoriale
Ipersensibilità (non sopporta certi tessuti, rumori, cibi) o iposensibilità (non sente dolore, cerca stimolazioni intense) — segnali che il sistema nervoso fa fatica a elaborare le informazioni sensoriali. Il TNPEE lavora per aiutare il bambino a tollerare e regolare questi stimoli.
1–10 anniPerché il gioco
non è un pretesto.
La neuropsicomotricità non usa il gioco per rendere le sedute più piacevoli. Il gioco è lo strumento clinico vero e proprio — il mezzo attraverso cui il TNPEE osserva, valuta e interviene sul bambino. È durante il gioco libero che emergono le difficoltà reali: la pianificazione motoria, la gestione della frustrazione, la capacità di relazione.
Per questo le sedute non assomigliano a lezioni di ginnastica o attività di gruppo. Sono momenti individuali, in una stanza attrezzata, dove il bambino si muove e il TNPEE osserva con precisione — e poi propone, guida, sostiene.
La TNPEE è una professione sanitaria riconosciuta dal Ministero della Salute (D.M. 17 gennaio 1997, n. 56). I TNPEE che operano presso ApprendiMente sono iscritti al proprio albo professionale.
Globalità
Corpo, mente ed emozioni sono un sistema unico. Ogni attività motoria ha effetti sulla sfera cognitiva e relazionale.
Individualità
Non esistono protocolli standard. Il percorso parte sempre dal profilo specifico di quel bambino, dai suoi punti di forza e dalle sue fragilità.
Relazione terapeutica
Il TNPEE non è un istruttore. È un adulto che entra nel gioco del bambino con un obiettivo preciso e una presenza attiva, non passiva.
Famiglia come risorsa
I genitori non aspettano fuori. Ricevono indicazioni pratiche da applicare a casa e vengono aggiornati ad ogni fase del percorso.
Dal primo colloquio
al percorso su misura.
Ogni percorso è diverso perché ogni bambino è diverso. Questa è la struttura tipica.
Primo colloquio con i genitori
Ascolto della storia del bambino, delle preoccupazioni dei genitori, di cosa osservano a casa e di cosa riportano gli insegnanti. Nessun test: solo una conversazione.
Valutazione neuropsicomotoria
Osservazione diretta attraverso il gioco libero e attività strutturate. Test standardizzati sul profilo motorio, cognitivo e relazionale quando necessari. Per il bambino è un incontro — non un esame.
Restituzione ai genitori
Spiegazione chiara e senza gergo di cosa è emerso, cosa significa, quali opzioni ci sono. Risposta a ogni domanda.
Percorso personalizzato
Obiettivi chiari e misurabili, frequenza concordata, aggiornamenti periodici sull’andamento. Il percorso si adatta nel tempo insieme al bambino.
Il TNPEE spesso
non lavora da solo.
In molti casi la difficoltà motoria si intreccia con dimensioni cognitive, emotive o scolastiche. Qui il fatto che ApprendiMente sia multidisciplinare fa la differenza: le figure che seguono lo stesso bambino si parlano — non lavorano in parallelo senza saperlo.
TNPEE
+ Psicologa
ADHD e difficoltà di autoregolazione
Il TNPEE lavora sul corpo: il movimento strutturato aiuta il bambino a canalizzare le energie e sviluppare l’autocontrollo. La psicologa affianca la dimensione emotiva e relazionale, e supporta i genitori nella gestione a casa. I due percorsi si coordinano sugli stessi obiettivi.
TNPEE
+ Logopedista
Ritardi globali dello sviluppo (0–3 anni)
Quando il ritardo riguarda sia il movimento che il linguaggio — frequente nella fascia 18 mesi–3 anni — TNPEE e logopedista si confrontano sul profilo del bambino, evitano sovrapposizioni e costruiscono un piano di lavoro coerente. I genitori ricevono indicazioni pratiche che si integrano, non si contraddicono.
TNPEE
+ Tutor BES/DSA
DSA con disgrafia o difficoltà motorie associate
Disgrafia, lentezza nella scrittura e scarsa coordinazione oculo-manuale spesso coesistono con un profilo DSA. Il lavoro sulla motricità fine del TNPEE e il supporto scolastico del tutor si potenziano a vicenda — e la famiglia non deve spiegare due volte la stessa cosa a due persone diverse.
Quello che si chiede
di solito alle 23:00.
Il TNPEE può intervenire già dai primissimi mesi di vita in caso di ritardi motori, difficoltà di regolazione o sviluppo atipico. Il range più frequente nella pratica quotidiana è 18 mesi–12 anni. Non serve una diagnosi per richiedere una valutazione: bastano le osservazioni dei genitori, integrate con quanto riportano i pediatri o le insegnanti.
Sì. Il lavoro neuropsicomotorio è particolarmente indicato per l’ADHD perché agisce sul legame tra corpo e autoregolazione: il movimento strutturato aiuta il bambino a gestire le energie, a sviluppare l’attenzione sostenuta e a ridurre l’impulsività nei momenti di transizione. Spesso il TNPEE lavora in co-intervento con la psicologa per coprire sia la dimensione corporea che quella emotiva e relazionale.
Un corso sportivo ha come obiettivo l’acquisizione di una specifica abilità tecnica: calciare un pallone, nuotare, fare la capriola. La terapia neuropsicomotoria usa il corpo e il gioco come strumenti per raggiungere obiettivi terapeutici globali: migliorare la consapevolezza di sé, la regolazione emotiva, la capacità attentiva e le relazioni con gli altri. Non si lavora in gruppo e non si lavora sulla performance: si lavora su quel bambino, nel suo momento di sviluppo.
No. Come per tutti i percorsi che si svolgono presso ApprendiMente, non è necessaria alcuna diagnosi preventiva. La valutazione neuropsicomotoria è essa stessa il primo passo. Basta portare le proprie osservazioni: cosa fa fatica il bambino, cosa vi preoccupa, cosa vi hanno segnalato a scuola. Dal colloquio si capisce insieme se e come procedere.
Dipende molto dal profilo del bambino e dagli obiettivi emersi dalla valutazione. In generale, le sedute si svolgono una volta a settimana e durano tra i 45 e i 60 minuti. La durata complessiva del percorso viene discussa con i genitori dopo la valutazione: alcuni percorsi si esauriscono in pochi mesi, altri sono più lunghi. Il TNPEE aggiorna regolarmente la famiglia sull’andamento e rivede gli obiettivi nel tempo — non si va avanti “a tempo indeterminato” senza una verifica.
Inizia da una
conversazione.
Non serve sapere già tutto. Porta quello che osservi ogni giorno — capiamo insieme da dove partire.